sabato 14 marzo 2009

La lettera pubblicata da Liberazione.

Gentili redattori di Liberazione,
vi contattiamo per segnalarvi una notizia ignorata dalla stampa italiana ma che noi riteniamo di estrema importanza.
Riguarda la morte di un ragazzo di soli ventisette anni, Alfredo Tassi, artista e performer, tecnico della nota compagnia teatrale "Societas Raffaello Sanzio", deceduto in un teatro francese mentre stava usando un macchinario scenico.
Ci sembra giusto inoltrarvi la notizia perché apre interrogativi non indifferenti su cosa significhi morire oggi sul lavoro, e su quali siano le condizioni di sicurezza vigenti oggi all'interno anche delle maggiori compagnie teatrali italiane, dove ogni giorno centinaia di giovani ragazzi inseguendo un sogno rischiano la vita, lavorando in condizioni di assoluta pericolosità.
Alfredo Tassi è nato ad Offida, in provincia di Ascoli Piceno, nel 1981. Era scultore, mimo e performer con il duo teatrale "Dalfrenzis", con cui aveva negli ultimi anni messo in scena numerosi spettacoli, riscuotendo successo e vincendo anche diversi premi di prestigio.
Il 5 febbraio del 2009 la sua corsa si è fermata a Digione, in Francia, dove stava allestendo per la “Sociètas Raffaello Sanzio” le scenografie per lo spettacolo Inferno, in circostanze misteriose su cui la Gendarmeria francese sta ancora indagando.
Le prime confuse notizie ci parlarono di un malore improvviso (si vociferava inizialmente: un attacco di cuore), mentre l'esame autoptico ha accertato che la morte è avvenuta per “emorragia interna causata dalla distruzione del fegato e del rene destro”.
Un incidente sul lavoro? Cosa altro? Non abbiamo risposte in tasca, fatto sta che nessuno ha ancora saputo o voluto rispondere a diversi interrogativi che riguardano le precise circostanze dell'incidente.
E fatto sta anche che mentre in Francia gran parte della stampa nazionale si è occupata di questo dramma interrogandosi sul tema della sicurezza nel mondo del lavoro e nel mondo del teatro, in Italia non siamo riusciti in un mese a trovare una sola redazione, neppure on line, pronta ad interessarsi a questo caso ancora aperto, riguardante la morte di un giovane artista italiano deceduto all'estero e sul lavoro.
Perché? Perché?
Vi chiediamo per favore di seguire sulle vostre pagine il procedere dell'indagine, e di aiutarci a far sì che il sacrificio di Alfredo serva per lo meno a sollevare la questione della sicurezza all'interno dei Teatri italiani.
Vi chiediamo di infrangere la assordante cortina di silenzio che da oltre un mese, in Italia, circonda l'intera vicenda.
Ringraziandovi per l'attenzione, vi segnaliamo un blog aperto dagli amici di Alfredo, che raccoglie informazioni, articoli e memorie: http://dialfredo.blogspot.com.

Gli amici di Alfredo

1 commento:

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