sabato 14 marzo 2009

LETTERA DI DAVIDE NOTA, dal blog www.absolutepoetry.org

PER ALFREDO


Conobbi Alfredo Tassi durante una delle mie prime letture in pubblico. Entrambi nati nel 1981, eravamo da poco usciti dagli studi superiori. Era l'estate credo del 2003, ed amici in comune avevano organizzato ad Offida una serie di giornate di letture, mostre e spettacoli teatrali rivolti al pubblico (che partecipava con entusiasmo).
Leggemmo tra gli altri io e Daniele De Angelis (ai nostri primissimi esordi, “La Gru” ancora non esisteva), e lì vidi per la prima volta i “Dalfrenzis” (con Alfredo c'erano Davide Calvaresi e Francesco Cardarelli), che provenivano dalla scuola di mimo di Eugenio Ravo, e che portavano in scena un omaggio a Pier Paolo Pasolini titolato “Smisurata preghiera”.
Tra il pubblico era presente anche Ivan Paolini, comune amico e bravissimo disegnatore, già nel corso delle cure che lo porteranno poi alla prematura morte, nel 2004 (“Ed io che ho vissuto solo una notte / e già esausto torno come da una guerra civile...”).

Alfredo Tassi è morto il 5 febbraio del 2009, a Digione (Francia), dove stava allestendo per la “Sociètas Raffaello Sanzio” le scenografie per lo spettacolo Inferno, in circostanze misteriose su cui la Gendarmeria francese sta ancora indagando. Aveva ventisette anni, come molti di noi, e chi lo ha conosciuto sa di che luce bambina, curiosa, vivevano i suoi occhi. Di che luce brillante.

Io non sono stato uno dei più cari amici di Alf. Sebbene i momenti d'affetto e condivisione permangano a lampi, a brulichio, sono altre le persone che potranno di lui parlare e dire, in futuro, nei luoghi deputati alla memoria personale e pubblica: gli amici di “7-8 chili”, Davide, Francesco, Valeria.
Il mio piccolo contributo amicale potrà però essere quello di rilanciare in pubblico il tema di questa amarissima scomparsa, in un momento in cui tutta la stampa italiana, a differenza di quella francese (ne ha parlato anche “Le Monde”), ha deciso di calare una spessissima cortina di silenzio sull'intero accaduto.

Le prime confuse notizie ci parlarono di un malore improvviso (si vociferava inizialmente: un attacco di cuore), mentre l'esame autoptico ha accertato che la morte è avvenuta per “emorragia interna causata dalla distruzione del fegato e del rene destro”.
Un incidente sul lavoro? Cosa altro? Non abbiamo risposte in tasca, fatto sta che nessuno ha ancora saputo o voluto rispondere.
E fatto sta anche che mentre in Francia gran parte della stampa nazionale si è occupata di questo dramma interrogandosi sul tema della sicurezza nel mondo del lavoro e nel mondo del teatro, in Italia non siamo ancora riusciti a trovare una sola redazione, neppure on line, pronta ad interessarsi di questo caso ancora aperto, riguardante la morte di un giovane artista italiano deceduto all'estero e sul lavoro.

Perché? Perché?

Gli amici di Alfredo, quasi tutti legati all'Associazione culturale “7-8 chili”, hanno dato vita intanto a diversi comitati per fare luce sulla natura della morte dell'amico (un blog che raccoglie informazioni, articoli e memorie è http://dialfredo.blogspot.com).

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Una breve nota biografica:

Alfredo Tassi è nato nel 1981 ad Offida (AP). Scultore presso l'Accademia di Belle Arti di Carrara, studia mimo corporeo con l'attore Eugenio Ravo. Con Davide Calvaresi e Francesco Cardarelli fonda il gruppo di sperimentazione teatrale “Dalfrenzis”, con il quale dal 2003 al 2008 mette in scena numerosi spettacoli performativi (i principali: Nel Perdersi: omaggio a Yves Klein, Guardiamoci nelle orecchie, incErtidati-Rosso, Malelettrico, Progetto Olio, Io non so: primo studio su Pier Paolo Pasolini, Olio Recita, My tangram, Stilk, Nasce un poco strisciando, N.U.P.S.: non uso poco sapone, Ma cosi non è, Mammalucco, Do.).

Nel 2008 “Dalfrenzis” vince il Primo premio di Interferenze, Festival di arte urbana (Teramo), e viene anche selezionato all'interno del concorso “Scenari Danza 2.0 - Concorso di Creazione 2008” organizzato da Inteatro, Ente di Promozione della Danza di Polverigi (AN). Grazie al concorso entra a far parte del progetto IFA (Inteatro Festival Accademy 2008) e stava infatti lavorando alla realizzazione di una performance da inserire nel Festival. Di recente aveva preso parte alla rassegna RES/LAB organizzata al DID studio di Milano (presso la Fabbrica del Vapore) in occasione della festa del teatro.

Oltre all'attività performativa Alfredo era animatore di ludoteca ed aveva spesso lavorato come educatore in campi estivi organizzati dalla cooperativa “Il Gruppo Educativo” di Roma. Dal 2006 gestiva con alcuni amici l'Associazione Culturale “7-8 chili” di Offida, associazione che si occupa di teatro, laboratori creativi per bambini e disabili, organizzazione di mostre ed eventi culturali, tra cui vorrei anche ricordare la nostra minore Il non potere. Performance di techno-poesia (luglio 2007), ora consultabile su Vimeo.

Dopo un corso da macchinista teatrale aveva svolto uno stage presso il laboratorio di scultura e scenografia “Plastikart” di Cesena, gestito da Zimmermann e Amoroso. Nel 2008 in particolare si era dedicato alla realizzazione di alcune scenografie per la serie di spettacoli Inferno, Paradiso e Purgatorio della compagnia “Societas Raffaello Sanzio” di Cesena. Iniziata la tournèè ad agosto 2008, Alfredo aveva seguito la compagnia come addetto ai macchinari di scena, fino alla data di Digione, in cui la sua fanciulletta corsa è stata brutalmente interrotta.



Davide Nota

2 commenti:

  1. Giungo qui tramite absolute poetry. Non ne sapevo nulla. Alfredo aveva la mia età. Un abbraccio per la perdita.

    Da studente di medicina, vi dico che se davvero l'esame autoptico ha accertato che la morte è avvenuta per “emorragia interna causata dalla distruzione del fegato e del rene destro”, allora mi orienterei verso una causa traumatica, da compressione esterna sul lato destro dell'addome (caduta su un oggetto o un oggetto che è caduto/ha investito). Il che non esclude un "malore" come causa primaria della serie di eventi che ha portato al trauma.

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  2. Quello che dici è lineare e logico. Purtroppo però, da come ci hanno descritto l'incidente, non c'è stato alcun urto con oggetti o strutture...

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